Chi vuol essere studioso ... (I.M.)

Un piccolo grido di dolore che nasce ogni volta che si leggono certe cose (con un invito sottinteso ai miei studenti)

Chi vuol esser studioso … studi!
Capita talvolta (troppo spesso) di imbattersi in articoli e libri in affermazioni stupefacenti sulle musiche, in frasi che fanno letteralmente cadere le braccia e di cui proprio non si capisce la logicità, la provenienza, il pensiero che le ha generate. L‘ultima l‘ho trovata in un libro che si presenta addirittura come un Atlante musicale dedicato alle —tradizioni e nuove tendenze“. A proposito del cantare a più voci in Sardegna v‘è scritto:
L‘area sarda, proprio perché è costituita da isole, nei costumi, nella lingua nei modi, nella musica ha conservato fino ai nostri giorni tradizioni popolari, pratiche, forme e danze musicali molto arcaiche (il primo reperto che ci documenta l‘esistenza del ballo 5000 anni fa è un vaso della civiltà di Ozieru œ sic!) e originali come l‘attitu, il mutu, il muttettu, il canto a ténore œ sic! œ (antico stile di esecuzione vocale, tipico del nuorese e del sassarese, dichiarato dall‘Unesco patrimonio immateriale dell‘Umanità, strutturato su due voci soliste, un basso e una controvoce gutturale) ….
Canto a ténore (con l‘accento sulla prima e)? Due voci soliste? Una controvoce (cos‘è?) gutturale? Ma di che sta parlando? Qualche riga più avanti si legge
Gli strumenti tipici della Sardegna sono le —launeddas“, una sorta di doppio flauto, ricavato dallo stesso legno di ciliegio e intrecciato con spago, pece e miele d‘api. Le launeddas , che dal cuncordu hanno preso la polifonia, il timbro e la musica, e di cui non si sa se derivano dall‘Argoul egiziano o dallo Zummara tunisino (circa 3000 anni a.C), sono databili grazie al bronzetto itifallico, attorno al VII secolo a.C. Ciò ci permette di affermare che le launeddas sono il primo strumento polifonico a tre ance di tutto il mondo! (sic!)
Le launeddas —ricavate dallo stesso legno di ciliegio“? Cosa è intrecciato con —spago, pece e miele“? Miele? … Eppure il volume in questione ha una ricca bibliografia che evidentemente l‘autore si è ben guardato dallo studiare (perle del genere si trovano a proposito di numerose altre espressioni musicali di mezzo mondo). Eppure, basterebbe un semplice ascolto attento: chissà se è prima di scrivere di —due voci soliste“ questo signore s‘è messo ad ascoltarlo un canto a tenore … (con accento piano). Non dico il titolo perché non mi interessa polemizzare direttamente con l‘autore di questo volume (che per altro è bello grosso, circa 300 pagine, pubblicato da un editore a me sconosciuto, ma che dichiara sedi in varie città italiane e all‘estero). Tanta gente scrive di musica senza aver nulla da dire e lo fa con tante parole, con volumi interi! Specialmente se si tratta delle cosiddette musiche etniche o tradizionali (benché la stessa cosa cominci a verificarsi anche a proposito delle cosiddette musiche colte ed in particolari di certi —autori popolari“ come Verdi, Mozart, Puccini). Una volta ho letto l‘inizio di una pagina di un altro signore che si definisce studioso il quale affermava che per scrivere le sue teorie sulla —musica popolare“ si faceva ispirare dai suoni della natura, dall‘acqua delle fonti … Stupidaggini pseudo romantiche! La musica è un fatto di cultura e chi vuol dirsene studioso deve … studiarla! Al buon senso è un‘affermazione tautologica e lapalissiana, eppure … ! Chiunque può dire quello che vuole sulla musica, parlare delle sue emozioni, ispirazioni, visioni, passioni e così via. Ma perché definirsi studioso o etnomusicologo come il signore delle launeddas di ciliegio. Cosa ci si guadagna? Forse suona strana e quindi è figo il termine etnomusicologo?
Certo fesserie come quelle prima riportate non sono gravi nell‘immediato: se si trattasse œ che so œ di uno che pretendesse di occuparsi di fisica nucleare o di cardiologia sarei più preoccupato… Nel caso in questione si potrebbe risolvere tutto con una risata (o un gemito, dipende): però alla lunga anche fesserie apparentemente innocue sono pericolose perché finiscono con ammazzare. Ammazzare la cultura, le culture e quindi gli uomini…

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